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Discarica, Grasso chiama in causa Gualtieri e Piendibene

Il capogruppo FdI: "È l'ennesimo effetto della mancata uscita dalla Città Metropolitana e di una linea che continua a condannare la nostra città a subire servitù ambientali decise altrove".


CIVITAVECCHIA - «Il nuovo Piano rifiuti del Lazio rimette Civitavecchia davanti a un onere pesantissimo: circa 400 mila metri cubi di discarica per la provincia di Roma, senza neppure poter chiudere il proprio ciclo dei rifiuti. È l'ennesimo effetto della mancata uscita dalla Città Metropolitana e di una linea che continua a condannare la nostra città a subire servitù ambientali decise altrove».

È quanto dichiarato dal capogruppo di Fratelli d'Italia Massimiliano Grasso, alla luce dell'approvazione, da parte della giunta regionale, del nuovo piano dei rifiuti.

«Il paradosso è evidenteCivitavecchia rischia di ospitare la discarica di Roma, ma continua a portare i propri rifiuti fuori, con costi sempre più alti per cittadini e imprese - ha ribadito Grasso - una condizione che affonda le radici in scelte sbagliate del passato e che oggi si ripresenta in tutta la sua gravità. E ancora una volta, tra Gualtieri, Sanna e Piendibene, tutti espressione della stessa area politica, è Civitavecchia a dover pagare il prezzo più alto sul tema rifiuti. Dopo il biodigestore, che ancora auspichiamo possa essere fermato, arriva anche la prospettiva della discarica di Roma Capitale e della Città MetropolitanaAdesso il Comune deve dare una risposta ferma, anzitutto al Commissario ai rifiuti e sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha dato l'indirizzo recepito nel Piano regionale».

E Grasso aggiunge: «Vediamo ora se il tanto decantato rapporto tra Piendibene e Gualtieri produrrà un risultato concreto per la cittàSe davvero non è questa la strada, Piendibene vada da Gualtieri e dica con chiarezza no alla discarica a Civitavecchia. Su questo - ha concluso il capogruppo di FdI - troverà il nostro sostegno, anche per chiedere in Regione una modifica del Piano. Diversamente, sarà l'ennesima servitù imposta a Civitavecchia da decisioni prese altrove».

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