Grasso (Fdi): «Piendibene scarica i lavoratori e mette a rischio Csp»
«Adesso è tutto chiaro: Piendibene ha deciso di lasciare CSP fuori dal trasporto pubblico locale, nonostante Regione e Astral abbiano confermato la possibilità del subappalto. Non è una scelta obbligata: è una precisa scelta politica del Sindaco e della sua maggioranza».
Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimiliano Grasso, intervenendo sul futuro del Tpl.
«Le conseguenze sono pesantissime. Una trentina di dipendenti storici dovranno lasciare la municipalizzata e passare al privato attraverso la clausola sociale, mentre sulla linea Porto-Stazione, che almeno per ora resterebbe a CSP, continuerebbero paradossalmente a lavorare gli interinali. Questo sarebbe il centrosinistra che difende il lavoro e i servizi pubblici?».
Secondo Grasso, non regge nemmeno la motivazione economica: «Ci raccontano che il Comune risparmierà gli 1,2 milioni che finora trasferiva a CSP per il Tpl. Ma se non sono stati contrattualizzati servizi aggiuntivi rispetto a quelli trasferiti all’Unità di Rete, quel risparmio ci sarebbe stato comunque per i chilometri entrati nel nuovo sistema regionale. Si poteva quindi mantenere CSP attraverso il subappalto e contemporaneamente ridurre l’impegno economico del Comune».
«La Regione, peraltro, aveva aperto anche alla possibilità di incrementare i chilometri per nuovi collegamenti, come quello per l’hospice. Piendibene ha detto no. La verità politica è semplice: questa amministrazione ha deciso che il costo sociale del Tpl non è più un problema del Comune».
Ma la questione, secondo il capogruppo FdI, riguarda ormai la sopravvivenza stessa della municipalizzata.
«Togliere a CSP il Tpl significa sottrarle attività e circa trenta lavoratori, lasciandola appesa alla linea economicamente più importante, quella Porto-Stazione legata ai crocieristi. E chi garantisce che domani anche quella resterà a CSP? Con il subappalto il quadro sarebbe stato molto più tutelato; con la strada scelta da Piendibene si espone invece l’intera azienda a un rischio enorme, come già avvenuto in casi analoghi per altre Unità di rete, senza avere alcuna certezza sul futuro».
Grasso ricorda infine il Consiglio comunale richiesto dall’opposizione già a maggio: «Abbiamo aspettato quattro mesi. Quando finalmente a fine settembre siamo riusciti a portare CSP e Tpl in aula, la discussione è stata interrotta e Sindaco e maggioranza hanno poi fatto mancare il numero legale. Ora capiamo perché: mentre il Consiglio comunale veniva tenuto fuori dalla discussione, il destino del Tpl e dei lavoratori di CSP stava prendendo tutt’altra strada».
«E stupisce il silenzio di gran parte dei sindacati. Se un’amministrazione di centrodestra avesse anche soltanto ipotizzato di far uscire trenta lavoratori dalla municipalizzata e di affidare definitivamente al privato un servizio pubblico, avremmo probabilmente visto mobilitazioni e proteste. Oggi, invece, tutti zitti».
«Piendibene si assume una responsabilità politica enorme: indebolisce CSP, manda una trentina di lavoratori verso il privato e mette un punto interrogativo sul futuro della linea Porto-Stazione, tutto questo pur avendo sul tavolo una soluzione alternativa resa possibile dalla Regione. Non è una scelta tecnica e non è una scelta obbligata. È la scelta politica del Sindaco Piendibene e del centrosinistra. E saranno loro - ha concluso Grasso - a doverne rispondere ai lavoratori, al Consiglio comunale e alla città».




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