Tpl Civitavecchia, Mari (Fdi): "Ecco i numeri veri, rinunciare al servizio è una scelta illogica"
CIVITAVECCHIA - «Non sappiamo se definirci stupiti della trasformazione del PD: dottor Jekyll e mister Hide, quale sarà il vero? Difficile dirlo, ma sempre lì stiamo: le loro scelte alla fine comportano prezzi assai salati, sia dal punto di vista economico che sociale».
Così Emanuela Mari, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, replica alla nota del PD di Civitavecchia.
«L’unica informazione - afferma Mari - di prima mano che ci manca è se il partito dialoghi o meno con il suo sindaco, che ha detto no al subappalto del trasporto pubblico locale, negando la continuità del servizio a CSP scaricando, di fatto, i loro disastri sui dipendenti.
Il tentativo di attribuire tale grave responsabilità sull’attuale guida della Regione è sia maldestro, che sinistro: il costo del servizio è totalmente a carico della Regione, che grazie all'attuale gestione di centrodestra ha accolto tutte le proposte di modifica dei Comuni, compreso Civitavecchia, dove ha anzi incrementato notevolmente i chilometri di percorrenza previsti, stanziando più di quanto avvenisse al tempo di Zingaretti. Per dirla tutta la Regione a guida centrodestra, sul Tpl di Civitavecchia investe quasi mezzo milione di euro in più rispetto alla spesa storica, tenendo conto delle esigenze della città mentre il Comune, guidato da Piendibene, dal PD e dalla sinistra, taglia sul Tpl di Civitavecchia 1,2 milioni di euro circa. Questi i fatti ed i numeri: chiacchiere e demagogia le lasciamo al centrosinistra, che deve giustificare scelte incomprensibili, illogiche e distruttive», continua Mari.
«Il Comune non dovrebbe infatti sostenere alcun onere e Csp introiterebbe il corrispettivo chilometrico previsto dall'offerta economica vincitrice della aggiudicataria: 1,97 €/Km per i chilometri previsti. Il tutto erogato da Astral. Dunque la scelta di rinunciare al subappalto appare del tutto arbitraria, incomprensibile, priva di qualsiasi logica politica ed economica. Una scelta deplorevole ed irresponsabile, che colpisce duramente i lavoratori di Csp e mette a repentaglio anche la linea speciale e i residui servizi di Tpl.
Ricorderei inoltre al PD che il sistema Unità di Rete (comprese le gare dei lotti con programmi di esercizio completamente sballati e del tutto estranei alle esigenze dei territori) sono tutte frutto dell'amministrazione Zingaretti a guida PD. Il centrodestra sta mettendo una pezza al disastro ereditato.
A questo punto le domande sono altre: esiste una relazione del controllo analogo di CSP che decreta l’antieconomicità del servizio di trasporto pubblico locale a Civitavecchia? Seppure fosse, quale amministrazione di sinistra che, come in questo caso, ha avuto l’opportunità di scegliere di mantenere il servizio, ha di fatto privatizzato un servizio pubblico essenziale rischiando di creare macelleria sociale? È stata o no prevista, prima di chiudere la porta in faccia alla propria società partecipata pubblica, una garanzia di mantenimento dei contratti integrativi e di non trasferimento dei lavoratori in sedi diverse da quella di Civitavecchia? In fondo bastava almeno copiare quanto già avvenuto per il servizio di manutenzione del verde nel 2021: qualcuno allora si stracciò le vesti senza che i lavoratori abbiano avuto alcun contraccolpo, mentre oggi cede il trasporto pubblico abbandonando il personale a riduzioni di stipendio e condanna al pendolarismo con Roma.
Ultimi due quesiti: si tratta solo della prima dismissione, cui seguirà una lunga serie? La maggioranza che sostiene Piendibene è tutta informata dei fatti? E cosa ha da dire al riguardo? Auspichiamo una maggiore riflessione e ponderazione delle scelte, che riguardano non solo un servizio ai cittadini, ma anche il patrimonio pubblico e le implicazioni che ciò comporterà su di esso nel medio e lungo periodo», conclude il consigliere regionale di Fratelli d’Italia.




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