Biodigestore, Mari (FdI): “Regione Lazio unico argine al megadigestore. Il Comune batta un colpo”
CIVITAVECCHIA - A trattenere il biodigestore dalla fase operativa è proprio e solo la Regione Lazio. Questo quanto emerso nel corso di una conferenza stampa organizzata dal consigliere regionale Emanuela Mari, nella sede del suo comitato elettorale a San Gordiano.
L’esponente regionale di Fratelli d’Italia ha fatto il punto della situazione con un’accurata cronistoria, attraverso la quale la scelta di autorizzare l’impianto è stata attribuita, come del resto già noto, alla giunta Zingaretti.
Ma ha anche aggiornato sull’attuale situazione, con la stessa Regione Lazio che ha imposto quattro dinieghi ad altrettante richieste di proroga all’autorizzazione che Ambyenta Lazio, la società proponente del megaprogetto. Una situazione che rende quindi l’ente presieduto da Francesco Rocca l’unico vero argine a poter prorogare rispetto al termine perentorio del 9 dicembre 2027 per la conclusione dei lavori, data troppo vicina per poter rendere il progetto ancora economicamente appetibile. «Sul biodigestore di rifiuti - ha detto Mari - abbiamo fatto un’operazione verità, con una cronistoria dettagliata di un progetto che nasce sotto la giunta Zingaretti e che sotto la giunta Rocca ha invece ricevuto quattro dinieghi alla richiesta di proroga avanzata dai proponenti».
Proroga che invece è stata data nel giro di pochi giorni da Città Metropolitana, particolare che sarà l’oggetto di un ordine del giorno del consigliere metropolitano Giancarlo Frascarelli: «Ci stiamo lavorando assieme ai rappresentanti dei comitati, tra cui Roberta Galletta, per chiedere il ritiro del parere e al sindaco Gualtieri riferire in consiglio metropolitano. Confido nell’azione di cittadini e sindaco nel premere per cancellare autorizzazione», ha sottolineato Frascarelli.
Passando al livello comunale il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimiliano Grasso ha svelato i termini della mozione che non è stato permesso di discutere nell’ultima seduta di consiglio: «Verte proprio sul diniego della Regione e sul ricorso successivo di Ambyenta Lazio. Da novembre scorso, il sindaco Piendibene era informato di questi fatti ma a gennaio ancora voleva trattare su taglia dell’impianto e sconto Tari. Gli atti ufficiali non dicono che ci sia alcuna costituzione da parte del Comune in merito a questa vicenda, mi auguro però che ci si possa costituire quanto prima a sostegno della Regione e contro Ambyenta».
Durante la conferenza è intervenuto anche Vittorio Petrelli: «La piazza arriva con tre anni di ritardo - ha detto - dobbiamo sperare che la Regione, come già avvenuto per gli usi civici, sia in grado di salvare il territorio ancora una volta».




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