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Fratelli d’Italia: “A Civitavecchia rischio nuova discarica dopo il biodigestore"


"Civitavecchia rischia di trovarsi di fronte all’ennesima beffa sul fronte dei rifiuti. Dopo il biodigestore, infatti, si profila concretamente l’ipotesi della realizzazione di una nuova discarica sul territorio cittadino, senza che la città possa neppure beneficiarne direttamente".


CIVITAVECCHIA - «Civitavecchia rischia di trovarsi di fronte all’ennesima beffa sul fronte dei rifiuti. Dopo il biodigestore, infatti, si profila concretamente l’ipotesi della realizzazione di una nuova discarica sul territorio cittadino, senza che la città possa neppure beneficiarne direttamente»

A lanciare l’allarme, dalla sede di via Giosuè Carducci, è Fratelli d’Italia Civitavecchia.

«Il paradosso è evidente: Civitavecchia non dispone di un TMB – affermano dal partito – e, quindi, non potrebbe utilizzare l’eventuale discarica, continuando a conferire i propri rifiuti altrove, come già accade oggi con Viterbo. Nel frattempo, l’impianto rischierebbe di essere destinato ancora una volta a servire Roma, replicando uno schema già visto in passato durante le amministrazioni guidate da Virginia Raggi e Nicola Zingaretti, e facilitato in città dal duo Cozzolino-Manuedda, che si opposero alla realizzazione di un impianto di trattamento per la discarica.

Nel nuovo piano regionale dei rifiuti, infatti, per la provincia di Roma sono previsti ben 370.000 metri cubi di nuove volumetrie di discarica. Un dato che conferma come, ancora una volta, il destino di Civitavecchia venga deciso altrove, sulla base dell’appartenenza alla Città Metropolitana di Roma.

Le possibili collocazioni individuate sarebbero sostanzialmente due: Colleferro e Civitavecchia. Ma mentre a Colleferro il vicesindaco metropolitano Sanna ha già espresso una netta contrarietà alla realizzazione dell’impianto, a Civitavecchia si registra una posizione ben più debole da parte del sindaco Marco Piendibene.

Sul tema dei rifiuti basta ipocrisia, demagogia e passerelle della sinistra.

La verità è semplice: fino a quando la gestione dei rifiuti continuerà ad essere organizzata su base provinciale, Civitavecchia sarà sempre esposta al rischio di dover contrastare nuove megadiscariche, nuovi biodigestori e nuovi impianti imposti per servire Roma e 120 Comuni della Città Metropolitana.

È questo il nodo vero del problema. Civitavecchia continua ad essere considerata la discarica di Roma e di un territorio vastissimo, senza che si tenga minimamente conto delle servitù ambientali, industriali ed energetiche che la nostra città sopporta da decenni.

L’attuale progetto di ampliamento della discarica nasce inoltre dal piano rifiuti ereditato dalla Regione guidata da Nicola Zingaretti, che ha costruito un modello fondato sull’autosufficienza provinciale e che continua ancora oggi a produrre effetti pesantissimi sui territori come il nostro.

Per questo motivo appare ancora più grave e incomprensibile la scelta della giunta Piendibene che, come primo atto politico, ha revocato l’adesione di Civitavecchia al progetto della Provincia Porta d’Italia, fortemente sostenuto dal centrodestra e dalla precedente amministrazione.

Quella rappresentava l’unica vera svolta strutturale e definitiva: una nuova provincia, con una gestione dei rifiuti costruita sulla base dei Comuni aderenti al nuovo ente e non più sulle esigenze di Roma e di oltre cento Comuni dell’attuale provincia.

Chi oggi si scandalizza per l’ennesimo tentativo di ampliare discariche o imporre nuovi impianti dovrebbe spiegare ai cittadini perché ha cancellato l’unica iniziativa che avrebbe potuto davvero restituire a Civitavecchia autonomia, tutela e capacità di decidere del proprio futuro.

Fratelli d’Italia continuerà, come ha sempre fatto, a battersi ad ogni livello istituzionale contro ogni tentativo di trasformare Civitavecchia nella pattumiera del Lazio».


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