Fratelli d'Italia: "San Pio no, Leo Amici sì, Centro islamico senza chiarezza: la sinistra vorrebbe cancellare le nostre radici"
E' quanto dichiara il circolo cittadino di Fratelli d'Italia in merito agli ultimi due "casi" emersi in città.
«Al Centro Sociale Comunale Carlo Chenis è stata impedita l’installazione di una statua di San Pio da Pietralcina, donata e fortemente voluta da tanti anziani e frequentatori del centro. Una scelta assurda, offensiva e profondamente distante dal sentimento popolare di una città che affonda le proprie radici nella tradizione cristiana e cattolica - spiegano dal Circolo Almirante - dietro il no a San Pio si nasconde il solito laicismo ideologico della sinistra: inflessibile e aggressivo contro i simboli della nostra identità, della nostra fede e delle nostre tradizioni. Peccato però che la stessa Amministrazione abbia autorizzato al Parco Spigarelli il busto di Leo Amici, figura divisiva e controversa, contestata da centinaia di cittadini e al centro di proteste e raccolte firme.
Dunque: San Pio no, Leo Amici sì. E mentre si vieta la statua di uno dei santi più amati dagli italiani, resta ancora senza risposte il tema del centro islamico di via Granari, dove durante il Ramadan decine di persone hanno occupato la strada per la preghiera».
Da qui una serie di domande: «Era tutto autorizzato? Erano presenti i necessari permessi? Il locale è conforme urbanisticamente e ha la corretta destinazione d’uso per ospitare un luogo di culto?» - chiedono dal partito di via Carducci - domande precise, alle quali il Sindaco e la sua maggioranza devono rispondere. Perché qui il punto è semplice: per la sinistra la nostra identità cristiana va nascosta, ridimensionata, quasi vissuta con fastidio. Al contrario, verso altre realtà c’è sempre disponibilità, apertura e tolleranza.
Noi non ci stiamo.
Difendere San Pio significa difendere la nostra storia, la nostra cultura, le nostre radici e l’identità profonda della nostra comunità. Fratelli d'Italia - concludono dal partito - sarà sempre dalla parte di chi non vuole vedere cancellata la propria fede, la propria tradizione e la propria appartenenza e sarà sempre in prima linea affinchè la legge sia uguale per tutti, senza eccezioni. Il pluralismo ed il rispetto delle minoranze religiose non potranno mai giustificare deroghe al rispetto delle regole, delle autorizzazioni e della legalità».




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